Covid, Pregliasco: movida “ni”,discoteche fattore di rischio
di Redazione | 11 Agosto 2020 @ 10:11 | ATTUALITA'
Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario del Galeazzi di Milano e virologo dell’Università degli Studi del capoluogo lombardo, ha fatto il punto sulla riapertura delle discoteche dopo l’emergenza coronavirus.
Le immagini di questi giorni , piste affollate senza nessun distanziamento e mascherine al polso hanno sollevato molte polemiche, tanto che molti club sono stati costretti a chiudere dopo i controlli. “Ho visto video aberranti“, commenta il virologo.
I dati dimostrano che l’età media è drasticamente calata, passando da 68 anni a meno di quaranta. Ma non dipende solo dal fattore movida.”Ora siamo più capaci di individuare i casi , spiega Pregliasco ,prima facevamo i tamponi solo ai sintomatici, che generalmente erano persone adulte o anziane. Di giovani con il Covid ne avevamo visti pochi perché statisticamente la sintomatologia era meno grave, quindi spesso erano invisibili. Ma l’indagine Istat ha dimostrato che il 27% di chi contrae la malattia è asintomatico: individuarli ha fatto abbassare la media dell’età”.
“Nuovi focolai erano attesi, la differenza la farà la capacità di controllarli“. In questo momento, spiega il virologo, le situazioni a rischio focolaio sono almeno quattro: i luoghi di lavoro (specialmente macelli, agricoli e spedizionisti) i contesti degradati e di promiscuità, come quelli in cui vivono i migranti e i casi di importazione, come quelli “di chi rientra dalle vacanze da mete come la Croazia. Il quarto fattore di rischio potrebbe diventare la movida“.
Per questo è necessario insistere con le misure di sicurezza, troppo spesso disattese. La mascherina, secondo Pregliasco, deve diventare come gli occhiali da sole: “La si deve avere sempre con sé e indossare quando serve, cioé al chiuso e con altre persone”. Le regole sono poche e semplici: anche la distanza interpersonale è fondamentale. “Le persone tendono a salutarsi come prima, a offrire la mano: anche a me capita spesso. Ma anche quel semplice bacio di sfuggita sulle guance può rappresentare un rischio”.
Secondo il virologo l’Italia non può fermarsi, ma la ripresa andrà effettuata con grandissima cautela e attenzione. La prospettiva che bisogna considerare è evitare che ci sia una seconda ondata di contagio. “Come negli incendi, alcune braci rimangono a sobbollire e possono riattivarsi e scatenare una nuova fiammata”.


