Il Pd è di nuovo in pressing sulla legge elettorale
di Redazione | 05 Agosto 2020 @ 12:01 | POLITICA
Il Pd torna ancora una volta in pressing sulla legge elettorale. E avverte gli alleati sul referendum: senza la riforma del sistema di voto, il taglio dei parlamentari rappresenta un pericolo, una sorta di avvertimento agli alleati a rispettare la parola data. Il segretario dem Nicola Zingaretti incalza le forze di maggioranza, dettando il nuovo timing: prima delle elezioni Regionali va approvata la riforma del sistema di voto alla Camera. Ma è proprio sulla tempistica che s’infrangono i desiderata democratici: per Italia viva nessuna chiusura pregiudiziale a riavviare il confronto sulla legge elettorale, ma bisogna sedersi attorno a un tavolo e ridefinire la mission, comunque, non prima delle Regionali. Solo allora, è il ragionamento, si potranno capire gli eventuali possibili riposizionamenti delle forze del centrodestra e quindi verificare se altre forze, ad esempio Forza Italia, potrebbero essere disponibili a un confronto. Ma i dem insistono sull’urgenza di una nuova legge elettorale prima del referendum costituzionale; Zingaretti rinnova quindi “l’appello alla collaborazione”, chiedendo che “si arrivi entro il 20 settembre a un pronunciamento di almeno un ramo del Parlamento”, spiega, e fissa anche un paletto: il confronto deve “partire dal testo condiviso dalla maggioranza”. Il leader Pd accoglie con favore i “pronunciamenti importanti da parte del Movimento 5 Stelle, da ultimo con il Ministro Luigi Di Maio. Pronunciamenti che vanno tutti nel senso della volontà di rispettare gli accordi”, ma per i dem è il momento di passare dalle parole ai fatti. Questa sorta di avvertimento non lascia indifferenti i 5 stelle, che garantiscono la tenuta del patto, ma nel Movimento cresce il timore che il Pd possa sfilarsi dalla campagna referendaria e, addirittura, arrivare a non sostenere più il sì al taglio dei parlamentari.


