San Pietro, critiche per il presepe “post-moderno” abruzzese
di Redazione | 13 Dicembre 2020 @ 18:29 | CULTURA
Secondo quanto riporta Liberoquotidiano sarebbe stato accolto da ben pochi applausi il consueto presepe in piazza San Pietro. “Forse per la prima volta, in mezzo al colonnato del Bernini non è stato allestito un presepe figurativo, – scrive il quotidiano – classico, bensì un’opera brutalmente postmoderna e neanche troppo recente, dato che risale agli anni 1965-’75.”
“A molti fedeli – riporta il giornale – appare come un vero incubo, ma secondo la critica sarebbe un capolavoro. Certamente non è “per tutti” e siamo molto lontani da quell’idea di bello assoluto e oggettivo che ha animato per 2000 anni l’arte cristiano-cattolica “
Critica anche sulla pagina facebook Vatican News in cui addirittura si parla di “decadenza di una certa cattolicità in parole ed opere”.
Il presepe come notto arriva da Castelli, realizzato con la celebre ceramica da alunni e docenti dell’Istituto d’arte “F. A. Grue”, attuale liceo artistico statale per il design. E’ composto da 54 grandi statue, tra cui figurano anche un islamico, un rabbino ebreo, un astronauta e persino un boia (in riferimento alla pena di morte) ma solo una parte è stata esposta.
“In questa scelta – spiega Liberoquotidiano – si riconoscono tutti i temi del pontificato di Bergoglio: innanzitutto, il pesante modernismo e la rottura drastica con la Tradizione. Nonostante i rimandi al linguaggio ancestrale abruzzese, “del territorio” in questo presepe non c’è niente del candore, della bontà di cuore, del cattolicesimo profondissimo della terra d’Abruzzo, regione stracolma di splendidi esempi di arte sacra. Non c’è nemmeno nulla di riconoscibile come italiano, europeo od occidentale.”


